Caponapoli: La città sotto la città

Caponapoli: la città sotto la città

Un viaggio tra acropoli, porte e chiese scomparse

🗓 Domenica 25 Ottobre.


A Caponapoli Napoli non è una sola.
Ce n’è una che si percorre in superficie, fatta di strade, chiese e palazzi. E ce n’è un’altra che affiora a tratti: nelle mura greche, nei resti romani, nelle tombe, nelle fondazioni, nelle forme che la città ha continuato a costruire sopra ciò che già esisteva.
È questa Napoli che andiamo a cercare.
Partiamo da Porta San Gennaro, dove la città comincia a raccontarsi ancora prima di arrivare a Caponapoli. Attraversiamo vicoli e antichi toponimi, incontriamo tracce di comunità e funzioni urbane scomparse, poi prendiamo la salita.
Ed è proprio salendo che Napoli comincia a cambiare prospettiva.


Neapolis

La collina racconta la Neapolis greca e la sua scelta strategica; le antiche mura, ancora leggibili in alcuni tratti, permettono di intuire quanto fosse diversa la città che le aveva costruite. Ma la salita non attraversa soltanto la storia antica: attraversa il modo in cui Napoli ha continuato, nei secoli, a reinventare gli stessi luoghi.
Anche il significato della collina cambia.
Per secoli questa altura è stata legata alla dimensione del sacro. Poi è diventata anche uno dei luoghi in cui Napoli ha costruito la propria idea di cura e conoscenza: dagli Incurabili, nati nel Cinquecento, fino alla medicina contemporanea del grande polo universitario che ancora oggi occupa questa parte della città.

Sant’Aniello a Caponapoli

Ed è qui che la metafora smette di essere una metafora.
Sotto la chiesa sopravvivono i segni di una storia molto più antica dell’edificio che vediamo: mura greche, strutture romane, sepolture, una presenza paleocristiana. Non una semplice successione di epoche, ma una città che ha continuato a crescere senza riuscire — e forse senza volerlo — a cancellare completamente ciò che c’era prima.
È questa la vera particolarità di Caponapoli: qui il passato non è sullo sfondo. È ancora parte del presente.
E anche il contemporaneo entra in questa stratificazione.
Con Jago e la sua Integrazione, nell’ambito di Metamorfosi – Ciò che resta diventa musica, il presente non arriva a interrompere la storia del luogo. Si inserisce dentro di essa. La frattura lasciata visibile nell’opera diventa così parte di un dialogo con uno spazio che porta anch’esso i segni delle proprie trasformazioni, delle proprie ferite e delle proprie rinascite.


Il percorso si chiude allora con una consapevolezza diversa da quella con cui è iniziato.
Caponapoli non è semplicemente un luogo antico. È un modo per leggere Napoli: attraverso ciò che è rimasto, ciò che è stato trasformato e ciò che continua a nascere sopra le tracce del passato.
Una città sopra l’altra. Una storia sopra l’altra.
E sotto entrambe, tutto ciò che il tempo non è riuscito a cancellare.
Caponapoli non si visita soltanto. Si ricompone.


✅ Dettagli pratici

📅 Domenica 25 ottobre 2026 — ore 10:30

📍 Ritrovo: Porta San Gennaro

👟 Difficoltà: percorso adatto a tutti

🎧 Radioguida disponibile per gruppi superiori a 10 persone

💰 Contributo associativo: 10,00 € — bambini under 6 anni gratis, ragazzi fino a 14 anni 6,00 €

🎟️ Include: guida abilitata, radioguida e gadget associativo

👩‍🏫 Guida esperta

⚠️ Posti limitati — prenotazione obbligatoria


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