📅 Sabato 11 Aprile 2026 | ore 10:30
Napoli tra fine Ottocento e inizio Novecento è una città sospesa tra modernità e tradizione: vicoli e grandi magazzini, bettole e café chantant, scugnizzi e intellettuali convivono nello stesso spazio urbano. Entrare in questo periodo significa immergersi in una città che cambia volto, tra luci, contraddizioni e nuove forme di spettacolo.
Il cuore della vita cittadina
Tra i quartieri bassi, la vita scorre tra odori forti, botteghe e acqua stagnante, mentre gli scugnizzi popolano portici e strade. È questa la Napoli osservata da Matilde Serao, che racconta la nascita di nuovi fenomeni come il cinema, arrivando a definirlo “Cinematografeide”, per descrivere la febbre che invadeva la città all’indomani delle prime proiezioni dei Fratelli Lumière.
Poco distante, il Gran Caffè Gambrinus diventa il cuore della vita cittadina: un luogo dove si incontrano giornalisti, artisti e nottambuli, tra carrozze, tram e scene di strada. È la stessa umanità raccontata da Ferdinando Russo, fatta di ostricari, marinai fedeli a Ferdinando II di Borbone e personaggi popolari.
Ma questa vitalità nasce dopo una frattura: l’epidemia di Colera del 1884 porta alla distruzione dei quartieri dei “bassi” e alla trasformazione della città. Nascono nuovi assi viari e palazzi decorati: una vera scenografia urbana che segna il passaggio alla modernità.
Salone Margherita
In questo contesto Napoli diventa capitale dello spettacolo: dal Teatro San Carlo a San Carlino, fino ai café chantant. Tra “claque”, musica e varietà emergono figure come Elvira Donnarumma, mentre Salvatore Di Giacomo contribuisce a costruire l’immaginario musicale della città.
Intanto Napoli si apre all’Europa: i grandi magazzini Mele competono con Parigi, e intellettuali come Edoardo Scarfoglio raccontano una città in piena trasformazione, sospesa tra progresso e contraddizioni.
Quando osserverete il Salone Margherita, potrete leggerlo come sintesi di tutto questo: uno dei primi café-chantant italiani, ispirato a modelli come il Moulin Rouge e le Folies Bergère, dove anche lingua e atmosfere richiamavano la Belle Époque europea.
Durante il percorso ne visiteremo gli interni, tra luci, musica e racconti, per rivivere l’atmosfera della Napoli mondana di inizio Novecento. Raccontato già all’indomani della sua inaugurazione da Matilde Serao, tra entusiasmo, curiosità e spirito critico, il Salone diventa il simbolo di una città fatta di mille voci, pronta ancora oggi a essere scoperta e vissuta.
✅ Info Essenziali
📅 Sabato 11 Aprile 2026 – Ore 10:30
📍 Ritrovo: Piazza Municipio ( Fontana)
👟 Difficoltà: percorso adatto a tutti
🎧 Radioguida disponibile per gruppi superiori a 10 persone
💰 Contributo associativo: €16,00 (include guida abilitata, ingresso Salone Margherita,radioguida e gadget associativo)
Guida esperta: Scoprirai segreti e curiosità che nessun libro può raccontarti!
⚠️ Posti limitati – Prenotazione obbligatoria
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